Physio Shoulder

FAQs

risposte alle domande più frequenti
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Il trattamento riabilitativo ha come obiettivo principale la riduzione della percezione del dolore; nonostante questo nelle prime fasi di recupero si può percepire dolore a causa della irritazione dei tessuti peri-articolari.

Le lesioni del tendine del sovraspinato sono molto comuni dai 50+ anni, con una incidenza del 22,1%. Solo 1/3 degli affetti da lesione del tendine sa però di averla (34.7%). Poiché la lesione del sovraspinato può rimanere asintomatica per un lungo periodo di tempo, la valutazione del fisioterapista può essere un valido aiuto per identificare la vera natura del dolore.

Le tempistiche di guarigione variano in base alla diagnosi.
Il post-operatorio dura in media 4-6 mesi, con sedute settimanali più frequenti; nel trattamento conservativo la riabilitazione dura circa 2-3 mesi con frequenza minore.

Per spalla congelata, o capsulite adesiva, si intende una patologia invalidante a carico dei tessuti osteo-articolari della spalla, ed è considerata la più insidiosa.

E’ causa di perdita parziale o totale dei movimenti attivi e passivi.

Una diagnosi precoce è fondamentale per indirizzare al meglio il percorso di cura.

Il dolore notturno è un sintomo tipico delle patologie infiammatorie della cuffia dei rotatori.

Tra le più frequenti troviamo la borsite, lesione della cuffia dei rotatori e tendinopatie.

Le patologie più comuni a carico della cuffia dei rotatori sono:

  • Lesione della cuffia dei rotatori, soprattutto ai tendini che sono stati indeboliti dall’invecchiamento, overuse o distrazioni;

  • Tendinite, che può svilupparsi a causa di movimenti overhead del braccio ripetuti, come dipingere o lanciare una palla;
  • Impingement della cuffia dei rotatori, sviluppata per una compressione tra la testa dell’omero e il tetto acromiale;
  • Borsite sub-acromiale, un’infiammazione a carico della borsa sierosa presente sotto l’acromion;
  • Capsulite Adesiva o “spalla congelata”, di eziopatogenesi primaria o secondaria

L’articolazione della spalla viene stabilizzata meccanicamente dalla capsula legamentosa (stabilità statica) e dalla forza muscolare dei muscoli della cuffia dei rotatori (stabilità dinamica).

Una lesione a carico di una o più strutture capsulari o tendinee può risultare in una instabilità unidirezionale.

La maggior parte delle lesioni a carico della cuffia dei rotatori possono essere trattate conservativamente. L’obiettivo della riabilitazione è quello di ridurre il dolore e ripristinare la forza della spalla.

L’operazione di protesi inversa di spalla viene consigliata quando il comparto muscolo-tendineo della cuffia dei rotatori è usurato a tal punto da non funzionare più correttamente, perdendo la capacità di stabilizzare la testa omerale. 

Si chiama inversa perché alla cavità glenoidea viene sostituita una superficie convessa, quindi opposta alla naturale composizione. Questo permette di avere una ottima stabilità articolare durante l’attivazione delle restanti strutture muscolari (i.e. deltoide, gran pettorale).

Il movimento di portare la mano dietro la schiena può essere scomposto in tre:

  • estensione
  • intrarotazione
  • adduzione

Ne consegue che per effettuare un movimento così banale è necessario avere tanti movimenti liberi. Il fisioterapista potrà aiutarti a recuperare i vari movimenti singoli per poter riuscire a compiere di nuovo il gesto di riportare la mano dietro la schiena.

La spalla congelata nelle prime fasi può essere molto dolorosa, soprattutto di notte. Il dolore si inizia a gestire con l’uso degli antinfiammatori, successivamente verrà inserita la fisioterapia. Scopri cosa fare cliccando qui.

A seguito di una frattura della clavicola le tempistiche variano in base alla localizzazione della frattura e alla loro scomposizione. Solitamente, le fratture ben allineate trattate in maniera conservativa guariscono in 4-6 settimane. Le fratture scomposte trattate in maniera chirurgica guariscono entro 10 settimane. Ne parlo più approfondita qui.

Al fine di favorire la consolidazione della frattura della clavicola, si consiglia di dormire supini (a pancia in su) con il braccio appoggiato su un cuscino, in modo tale da non mettere in stress l’articolazione acromion-claveare e l’articolazione sterno-clavicolare. Ne parlo più approfondita qui.

Solitamente le fratture della clavicola hanno una prognosi positiva, il recupero funzionale è quasi sempre oltre il 90%. La riabilitazione dovrà iniziare dalla seconda settimana dal trauma e proseguirà fino al raggiungimento del massimo range articolare in assenza di dolore. In più, durante l’immobilizzazione, è necessario preservare le strutture muscolari per evitare che vadano in ipotrofia. Ne parlo più approfondita qui.

Il ritorno all’attività sportiva è consigliata dopo la 10ª settimana dal trauma e deve essere effettuata soltanto una volta recuperato il pieno range articolare e un recupero muscolare del 90%. Il rischio di rottura, se non si segue un buon programma di recupero, per le fratture scomposte trattate in maniera conservativa ma scomposte è del 45%. Ne parlo più approfondita qui.

Scritto da

fisioterapista della spalla

Daniele Barillà

Fisioterapista sportivo

Specializzato nei disturbi muscolo-scheletrici della spalla dolorosa.

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